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IL CARRETTO

(a cura di Tobia Rinaldo)

Tra le molte cose belle già appartenute al più vivo folklore siciliano, il carretto rappresenta indubbiamente l'espressione più caratteristica del costume storico e tradizionale degli isolani. Assurto a simbolo emblematico delle contrade, grazie soprattutto alla fastosità esteriore del suo insieme ed alla ricercata rappresentazione di certi fatti storico-mitologici o sociali o religiosi, negli ultimi tempi ha ceduto definitivamente la strada ai più quotati mezzi veloci di locomozione, ma è salito graziosamente sui comò, sui tavoli e nelle vetrine di mezzo mondo, divenendo oggetto di souvenir e, intero o in pezzi originali, anche raro elemento da collezionismo, rappresentativo di una Sicilia in corso di estinzione. Vano ricercare la data di nascita del carretto siciliano. Le intuizioni di alcuni studiosi escludono categoricamente una sua origine antichissima. Una derivazione ben precisa, comunque, la si può trovare ed individuare nella varietà e vivacità della pittura, nella violenta policromia dei suoi colori, retaggio della grecità classica, e nella decorazione fortemente emotiva in cui i soggetti psicologici e mitizzanti sono sapientemente e artisticamente collocati in una disposizione che richiama per molti aspetti l'eredità araba e medioevale. Ma più che indagare sulla sua data di nascita, più significativo ci appare mettere in risalto la sua figuratività, per capire l'indole e l'animo della più umile gente di Sicilia, e attraverso essa anche una parte di certa storia di popolo, scritta giorno su giorno come ricerca e necessità di sopravvivenza.

cenni storici

nato come mezzo di trasporto per le accidentate strade del meridione, fu spesso anche bottega ambulante di vendita e persino casa. spoglio di figure e coperto solo da una verniciatura che aveva valore protettivo. anche se i ricchi a quel tempo usavano decoratissime portantine, splendide carrozze e artistiche lettighe, appare improbabile che la pitturazione dei popolari carretti siciliani abbia voluto imitare lo sfarzoso costume patrizio perchè, sostiene il Buttitta "esso viene a determinare un fatto autonomo della cultura popolare, in quanto risultato dell'elaborazione in sede artigianale di motivi pittorici e di elementi culturali tradizionali del popolo". prima dell'800, infatti, esso mancava totalmente di ogni decorazione e le prime figurazioni colorate apparvero ale sue fiancate solo più tardi, per lo più ispirate a scene della vita dei santi, tra cui il tradizionale San Giorgio di normanna memoria, San giuseppe e la Madonna col Bambino. fino alla prima metà dell'800, il carretto siciliano si coprì di figurazioni appena abbozzate, rappresentante frutta e fiori dipinti con sgargianti pennellate di rosso e giallo, due colori fondamentali nella coloritura di tutti i tempi, tanto da sopravvivere assieme al blu fin ai nostri giorni. nel 1860 i picciotti siciliani al seguito di Garibladi, per trasportare i cannoni usavano i carretti festosamente dipinti con scene epiche e mitologiche, con figure di santi o bibliche e con episodi dell'epoca nazionale. fu quindi principalmente attorn all'inizio dell'800 che il carretto siciliano si diffuse in tutta l'isola, favorito dall'apertura di nuove strade. ma essendo queste insicure per il richio di aguati o per il pericolo di calamità naturali, ogni carrettiere volle che il suo carretto fosse istoriato con scene della vita del suo santo patrono e con i simboli di scongiuro. quando poi il contadino massaro, pur non giungendo alla iattanza dei signorotti, volle far notare il suo raggiunto stato di benessere, pensò di fare costruire e dipingere il proprio carretto in modo che nessuno spazio libero rimanesse e tutto in esso sprigionasse colore. maestri artigiani di grande valore rifiorirono un po' dvunque e alcuni raggiunsero una popolare notorietà. artisti famosi si cimentarono nel disegno, nella pittura, nella scultura e nel ferro battuto, raggiungendo traguardi d'arte.

forme e colori

la forma del carretto siciliano appare pressochè simile in tutte le provincie dell'isola, tranne che nelle provincie di trapani e in provincia di Palermo, dove si distingue, tra l'altro, per la svasatura degli sportelli laterali, che sono invece rettangolari in tutto il resto della Sicilia. il carretto "Traanese" propriamente detto ha, inoltre, le fiancate laterali più alte e sormontate da sbarre verticlai legati insieme da un'asse longitudinale, mentre su ogni fiancata sono dipinte tre scene. materialmente più pesante (nemmeno le ruote più alte riescono a ingentilire la sua sagoma massiccia e grossolana) è quasi liscio in ogni sua parte se si eccettua qualche movimento in linea in taluni pezzi: si può dire che rappresenti la durezza dorica di contro ala dolcezza jonica realizzata nel carretto di tutte le altre contrade. è ampiamente diffuso da Campobello di Mazara, attraverso Mazara, Marsala, Pacco e altri centri minori, fino a Trapani, ma sempre sul filo della costa. nella rimanente parte interna della provincia domina invece il carretto di Castelvetrano, dove un'antica e gloriosa tradizione artigiana, sulla scia dei grandi maestri palermitani, vanta ancora artefici valentissimi. alcuni tipi di carretto si distinguono da inconfondibili caratteristiche locali, il più "povero", ad esempio, è colorato a tinte unite con qualche decorazione negli scomparti delle fiancate: teste di contadinelle, l'Etna, il Monte Pellegrino, i Faraglini di Acitrezza, bellerinette, cestini di fiori o frutta, suonatori di tamburello, grappoli d'uva, fette di melone, oppure molti personaggi della "Cavalleria Rusticana", immagini di Santi, o piccole vedute panaoramiche. in provincia di Catania, questo tipo di carretto è regolarmente dipinto in grigio o celeste cupo con filettatura ora in verde e ora in rosso cinabro, oppure tutto in giallo o in marrone scuro con filettature, rispettivamente in grigio o in giallo; il fondo della "cassa" in rosso fuoco. a palermo, invece, e in tutta la provincia, ad eccezione di Monreale, è tutto colorato in giallo-oro con decorazioi in rosso cinabrino: i colori tradizionali del Comune. a Monreale e Vittoria prevalgono i carretti interamente dipinti in rosso lacca con filettature di vario colore, sopratutto il giallo, e con le consuete decorazioni. un particolare curioso si riscontra infine nei carretti del ragusano, che si riconoscono all'estremità delle aste dove spicca, leggiadramente intalgiato, il cigno di Lohengrin. tutto l'opposto del tipo "povero" accennato, è il carretto "padronale" costuito in legno di noce, frassino e abete, intagliato in ogni parte e verniciato a spirito, di cui si servivano generlamente nella Sicilia Orientale i "massarotti" (ricchi fattori) per distinguersi dai carrettieri. a volte le fiancate, oltra a essere intagliate, sono anche dipinte a vivaci colori, e questa è la più grande sciccheria.

La Pitturazione

Ormai completo in tutte le sue parti, il carretto viene portato dal pittore (u' pitturi). E' qui che si veste di luce, che in una fantasmagoria di colori e scene da "Mille e una notte" si completa il miracolo della sua creazione. Ma il lavoro procede lentamente, diciamo così, per gradi; giacchè, prima che intervenga il vero lavoro.

il ferro battutto

una delle più importanti componenti artistiche del carretto è rappresentaa dall'inserimento di pregevoli elemntei in ferro battuto. i lavori, relaizzati da valeti maestri fabbri e forgiati sul focolare della fucina, cnsistono nella realizzazione di fregi e figurazioni che nello stile arabo sono chiamati "rabischi". i suddetti pezzi assumono sotto le mani esperte degli artisti di questo tipo di lavorazione artigianale, le forme più varie, quali ad esempio: testine umane o di animali, paladini del ciclo carolingio, personaggi della "Cavalleria Rusticana" o dei "Vespri Siciliani", contadinelle, ballerine, soli, lune, stelle, santi, frutta, farfalle, fiori, foglie ecc., e sono completati don arabeschi sempre in ferro battuto, per essere successivamente dipinti in vari colori -nel carretto tradizionale- e in nero nel carretto "padronale" in noce. i pezzi così realizzati vongonopoi montati in alcune parti ben definite del carretto, quale la "Chiave posteriore" (chiavi d'areti) che viene arricchita con composizioni in ferro battuto che a volte, da sole, rappresentano un'intera storia: e inoltre, nei "Pioli" (Barruna), che vengono adornati con "rabischi" in ferro, ed infine sulle "Sponde del carretto" (Masciddara), sulle quali vengono applicati questi artisitici e preziosi manfatti forgiati conl ferro.

finimenti e armamenti del Cavallo da Carretto "Armiggi"

BASTO O SIDDUNI (dietro sella)

viene posto sulla schiena del cavallo e sullo stesso vengono montati altissimi pennacchi realizzati con penne di pavone e piume multicolori, oltre a ciondoli, specchietti e tintinnanti sonagliere. alcuni carrettieri usano mettere ai lati del "Basto" paladini e Santi in metallo e legno.

PETTURALI (Petorale)

è interamente ricamento e bardato con frange, fiocchetti di lana, pon-pons, ecc. Qualche "pettorale" viene pure relaizzato con imbottiture, per maggiore risalto ai soggetti rappresentati.

PISTULERI (Copricatene)

viene agganciato tra il carretto ed il Pettorale del cavallo stesso allo scopo di corpire le catene. il Copricatene viene realizzato su base di cuoio rinforzato e viene abbellito anche istiorato con personaggi a rilievo, pitturati e/o ricamati.

TISTERA (Testiera)

viene realizzata come per il basto con penne pregiate e piume colorate. la stessa viene utilizzata per adornare la testa del cavallo.

PAROCCHI (Coppia di schermi realizzati in cuoio)

essi vengono fissati alla testiera a lato di ciascun occhio del cavallo, allo scpo di non farlo imbizzarrire o adombrare. i paraocchi vengono foderati con stoffa e poi ricamati nelle parti esterne con vari fantasiosi motivi.

CAVIZZUNI (Morso)

costruito in ferro, viene posto al muso del cavallo ed attaccato alla testiera. a questo sono collegate le redini di cuoio.

FANTALI (Grembiule)

generalemte è dipinto a mano o ricamato. lo stesso viene adornato con campanelline, bottoncini, fiocchi di lana, ecc. Qualche esemplare è stato realizzato anche con stoffe di seta ricamate in oro e argento; altri con foglie d'argento riportanti soggetti a sbalzo. Il grembiule viene attaccato al pettorale.

SUPRACOZZU (Sopra Collo)

viene utilizzato per arricchire l'armatura del cavallo. lo stesso è realizzato con gli stessi materiali utilizzati per il pettorale, al quale viene agganciato

CUDDERA (colliera)

anche quest'armamento viene realizzato con suoio e stoffe lavorate. la colliera viene posta sulla criniera del cavallo per completamento dell'abbellimento.

SUTTAPANZA (sottopanciera)

viene realizzato in cuoio e dispone di due fibie che servono per legare il cavallo al carretto e per tenere ferma la sella. il sottopancia riporta, geeralmente, decorazioni varie, qualche volta anche in stile arabo e nrmanno.

CUDERA (Colliera)

viene posta sulla parte posteriore del cavallo e collegato al basto mediante catene. anche quest'accessorio è di cuoio, foderato con stoffe e arricchito con fregi vari.

GRIPPERA (Finimento delle gambe)

serve per la vestizine degli arti del cavallo. questo finimento viene curato con attenzione dal carrettiere, che pur di abbellire al massimo il proprio cavallo non trascura neanche di infiocchettarne le gambe con nastri, cianciane e ciondoli vari.

Il carreto sicilaino nele sue componenti

CASCIA I FUSU (Supporto per l'asse delle ruote)

supporto posto sotto il piano del carro, nel quale vene fissato l'asse delle ruote. esso è scolpito a bassorilievo e contine varie figurazioni.

MASCIDDARA (Sponde laterali)

sono realizzate preferibilmente con legno di noce nel ragusano. nelle stesse vengono generalmente rappresentate due scene inserite in una cornice a bassorilievo. contengono, inoltere, fregi vari, quali ad esempio: soli, lune, stelle. angeli, santi, frutta, rosette o fiori vari, foglie, nodi, treccioli, ecc. le istoriazioni degli scacchi rappresentano generalmente la vita dei santi, tra i quali il tradizionale San Giorgio (patrono dei carrettieri), San Giuseppe e la Madonna con il Bambino, nonchè personaggi dell'epopea garibaldina, del ciclo carolingio o normanno e delle opere liriche popolari, quali la cavalleria rusticana ed i Vespri Siciliani. ogni scacco riporta il titolo della scena rappresenata.

PURTEDDU (Portello)

sponda posteriore e/o anteriore del carretto. viene realizzata, nella maggio parte dei casi in sintonia con le laterali e contiene varie istorazioni

CASCIA I CARICU (Piano di carico del carretto)

viene usato per trasportare merci o persone. Misura mediamente m 1,25 X 1,00 ed è costruito in legno d'abete dipinto con immagini varie e multicolori.

TAVULAZZU (Tavolato)

tavole poste davanti e dietro il piano di carico. in quelle davanti occupa posto il carrettiere. sono realizzate preferibilmente in legno di noce del ragusano e verniciate in sintonia con i colori del carretto

CUGNA (Cunei)

sono realizzati in legno pregiato e servono a sostenere i due "Tavullazza"

BARRUNI (Pioli)

sono posti attorno alle sponde del carretto. gli stessi sono scolpiti a bassorilievo con fregi vari, quali: testine umane, paladini, contadinelle, ballerine o animali e sono completati con arabeschi di ferro dipinto.

ASTI E MURI D'ASTA (Stanghe)

vengono cstruite preferibilmente in legno di faggio e misuano in lunghezza circa m. 3,30. le stesse sono munite di due ganci terminali in ferro (occhi d'asta) che permettono l'attacco del cavallo. le stanghe sono scolpite con fregi vari e vengono pitturate multicolori. nella parte posteriore dispongono di due "caffe" in ferro per proteggerle dagli urti

GHIUMMAZZEDDA (Traverse)

generalmente il carretto ne dispone in numero di cinque: tre sono dette quelle principali e due di rinforzo. le traverse sono poste tra il piano di carico e le aste. quella cnetrale è collegata alla ferratura delle sponde laterali del carretto.

CHIAVI D'ARETI (Chiave posteriore)

il carretto dispone di due chiavi posteriori. la prima chiave (Chiavi mastra) è posta dietro la seconda e si compone di un pannello realizzato in legno intagliato o traforato rappresentante scene di ogni genere, in questa chiave vengono indicati, il più delle volte, i nomi dello scultore e del pittore che hanno realizzato il carretto. la seconda è posta davanti alla prima, a protezione della stessa. essa è realizzata con fregi e figurazioni in ferro battuto dipinto, che vengono chiamati "rabischi"

CHIAVI D'ASTA, O DAVANTI (Chiave anteriore)

serve per agganciare il Saccone "Rituni" ed è realizzata in legno pitturato, quesi sempre senza figurazioni.

ROTI (Ruote)

genralmente sono a dodici raggi "Jammuzzi" ed in legno di frassino. i raggi sono incastonati in sei curve di legno di noce. le ruote sono intagliate e dipinte con fiori, figure umane o di animali, testine di angioletti, ecc.. le ruote sono dotate di cerchioni in ferro piatto che misurano generalmente cm 15 X mm 15

MOZZI O MAIOLA (Mozzi delle ruote)

sono costruiti preferibilmente in noce nel ragusano. gli stessi vengono intagliati e dipinti con vari colori

BUCCULI O BISCIULI (Boccole)

hanno forma conica e sono realizzate mediante fusione. le stesse vengono aplicate all'interno, nella parte terminale delle ruote. le boccolo sono state concepite per produrre un suono di tipo "argentino". per la loro fusione viene utilizzato lo stesso sistema utilizzato per la realizzazione delle campane (78 parti di rame e 22 di stagno), in qudnto devono produrre quel suono tipico che contraddistingue l'accompagnamento delle nenie solitarie intonate dal carrettiere durante i suoi lunghi viaggi

TIRATURI (Tiranti)

servono a collegare la cascia i fusu e chiavi d'asta. sono costruite in ferro e ad essi vengono pure agganciate le catene del pettorale del cavallo

STAFFA (Pedana)

è posta sul lato destro del carretto e serve per salire sullo stesso

RITUNI (Saccone di corda a rete)

e situato sotto il piano di carico e può contenere oggetti vari, quali: padella, striglia, brusca, testale, merenda, barilotti di vino, ecc

LUMI (lume)

è agganciato generalemnte al piano di carico

PORTA UMBRELLA (porta ombrello)

è posto vicino al saccone ed è realizzato in legno pitturato, raffigurante vari soggetti, quali ballerine, paladini, santi ecc...