
Castelli e Torri e...
Chiaramonte
La città dei Musei
Dai giardini, da cui si gode una stupenda vista panoramica sulla vale di Vittoria, si prosegue verso il Duomo di Santa Maria La Nova, che custodisce al suo interno tre tele di Simone Ventura. Interessanti anche la Chiesa di San Filippo e di San Salvatore. Muovendo verso la parte superiore della cittadina si attraversa l'Arco dell'Annunziata, ingresso principale al castello dei Chiaramente, per arrivare alla chiesa di San Giovanni con una bellissima cripta. Da non perdere il museo dell'olio, del Liberty e quello dello sfilato siciliano.
Acate

Il Castello di Biscari
Eretto alla fine del 1400, la sua veste attuale è sorta dalle modifiche fatte dal principe Vincenzo
Paternò. La devozione nei confronti
del simulacro di San Vincenzo, nella chiesa attigua
al Castello, è legato a una storia che si nutre anche di una vena leggendaria. Si narra che il Principe si innamorò
perdutamente di una bella popolana, che abitava vicino al castello. Ma la principessa Anna Scamacca Bonaiuto scoprì la tresca amorosa
e fece rinchiudere la giovane donna in una delle segrete
del castello, cosparsa di miele affinchè il suo corpo divenisse cibo
delle api. La principessa in seguito si pentì di aver compiuto il
misfatto e il Papa le offrì il perdono in cambio della offerta di
accoglienza delle reliquie di S. Vincenzo all'interno
del Castello. A questo evento è collegato il famoso Palio,
che ad Acate si festeggia dal 1722 in onore dell'arrivo del corpo
del martire che giunse da Roma via mare e approdò al porto di Scoglitti.
Pozzallo

La Torre Cabrera
Fra tutti
i baluardi che vennero costruiti per fronteggiare le incursioni saracene
nel territorio ibleo, la Torre
Cabrera era la più imponente e la meglio fortificata, costruita nel 1492 per
volere del Conte di Modica don Giovanni Bernardo Cabrera. Annesso alla Torre esisteva
un "Caricatore", un luogo di attracco per
le navi mercantili che commerciavano i prodotti della contea in tutto il Mediterraneo. Il castellano della Torre era il Maestro Portolano
a volte duro e spietato, a volte generoso con
i castellani. La Torre e il caricatore dall’aspetto austero,
specchio di tempi di paura e rassegnazione, furono il simbolo del
progresso economico, uno stimolo per l’incentivo del commercio
e per gli scambi culturali ed economici.