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Mpanatigghi

Questi biscotti tipici della città di Modica, furono introdotti anch'essi dagli spagnoli durante la loro dominazione in Sicilia, lo provano sia l'etimologia del nome derivante dallo spagnolo "empanadas", sia l'accostamento alquanto inusuale di carne e cioccolato che ricorre più volte nell'arte culinaria spagnola. Nei secoli passati per la preparazione delle mpanatigghi venivano usate carni di selvaggina, solamente in seguito per un fatto puramente pratico si cominciò ad usare carne di manzo ed in particolare il controfiletto poiché privo di nervature.


ricetta e preparazione

Ingredienti (dose per 40 pezzi circa):


(dose per un chilo di farina)


Pasta:

500 g. di farina 00 (o quella che prendono le uova),

125 g. di zucchero,

100 g. di sugna,

5 tuorli,

1 uovo intero

1 l. d'acqua.


Conserva:

200 g. di filetto (carne),

200 g. di mandorle tostate tritate,

250 g. di zucchero,

2 tavolette di cioccolata modicana,

5 chiare d'uovo, cannella e vaniglia (a piacere).

acqua,

15 g. di sale,

olio d'oliva (tre cucchiai),

succo di mezzo limone,

25 g. lievito,

mezzo chucchiaino di bicarbonato.


preparazione:


pasta: impastare a poco a poco la farina con le uova, poi aggiungere tutta la sugna e lo zucchero in modo da ottenere una pasta morbida ed omogenea; lasciarla riposare un po' fra due piatti (se resta della farina che le uova non assorbono, questa servira' per preparare i dischi di pasta).

conserva: fare asciugare la carne sul fuoco in un tegamino e poi tritarla due volte, unirvi lo zucchero e tritare l'impasto; aggiungere le mandorle, la cannella, la vaniglia e le chiare d'uovo rimaste dall'impasto della pasta (se la conserva risultasse un po' dura aggiungervi qualche altra chiara d'uovo mescolando bene).

La pasta si divide in 4 parti uguali, da ognuna di queste parti si devono ottenere 9-10 dischi, si mette un po' di conserva su meta' di ogni disco e si ricopre con l'altra meta', avendo cura di inumidire i bordi della 'mpanatigghia in modo che si chiuda perfettamente. Fare sopra ogni dolce un forellino con la punta del coltello e infornare. Cospargere di zucchero a velo.

curiosità:

C’è una storia legata alla produzione delle ‘mpanatigghi, una storia che risale a qualche secolo fa quando le monache modificarono, in tempo di Quaresima, questo dolce, che esisteva già.

Si narra che per dare sostentamento ai preti che, in quel periodo non potevano mangiare la carne, proibita dai precetti ecclesiastici, venne così “camuffata” dalle monache, all’interno di questi deliziosi biscotti.

I biscotti, leggeri e facilmente trasportabili, erano anche un ottimo alimento per affrontare i lunghi viaggi.

Leonardo Sciascia, descrivendo gli usi e i costumi della Contea di Modica in una splendido ritratto della città li chiama “biscotti da viaggio” per i principi nutritivi in essi contenuti, per la lunga conservazione del biscotto che può essere consumato fino a venti giorni dopo essere stato preparato.